Con la scadenza dietro l’angolo, l’11 agosto, la maggioranza preferisce non rischiare. Per questo, sul decreto giustizia e migranti, in discussione nell’aula del Senato, il governo ha posto la questione di fiducia. Un modo per evitare divisioni che rischiavano di far slittare il voto di qualche giorno, mettendo a rischio l’approvazione del testo, ma anche di acuire le spaccature interne evidenziate dal centrodestra con il voto sulle preferenze, nell’ambito della legge elettorale.
A chiedere la fiducia con la formula di rito, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Seguiranno le dichiarazioni di voto, la chiama dei senatori e, infine, il voto finale. Per il decreto che recepisce il Patto Ue sulla migrazione e asilo si tratta della prima lettura, il testo deve essere trasmesso poi alla Camera.










