L'espansione delle infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale continua ad avere effetti sempre più evidenti sull'intero settore delle memorie. Secondo C.K. Chang, CEO del produttore taiwanese Apacer, nel 2027 i principali produttori di DRAM potrebbero destinare ai costruttori indipendenti di moduli appena il 30% dei volumi che riceveranno nel 2026. Il dato non indica un crollo della produzione globale di DRAM, ma una profonda riallocazione delle forniture verso i segmenti oggi considerati più redditizi.

A beneficiare della capacità produttiva sono soprattutto le memorie HBM (High Bandwidth Memory), la DRAM destinata ai server e gli altri prodotti richiesti dai grandi operatori cloud e dai fornitori di infrastrutture AI. Samsung, SK hynix e Micron, che controllano oltre il 90% del mercato mondiale della DRAM, stanno infatti privilegiando le linee produttive dedicate a questi prodotti ad alto margine, lasciando una quota sempre più ridotta alle tradizionali DDR4 e DDR5 impiegate nei PC, nei notebook e nei sistemi embedded.

Secondo le stime di Chang, circa il 60% della capacità produttiva DRAM è ormai destinata alle applicazioni server. Questo significa che i produttori di moduli come Apacer devono contendersi una parte sempre più limitata dell'offerta disponibile. Per l'azienda il problema principale non è più il costo delle memorie, bensì la possibilità concreta di non riuscire ad acquistarle.