Pubblicato il: 30/07/2026 – 9:10

Il comparto olivicolo-oleario calabrese lancia un nuovo allarme. Il rischio concreto è che numerosi frantoi non siano nelle condizioni di ritirare le olive e l’olio della prossima campagna olearia a causa della grave crisi economica che sta colpendo le imprese di trasformazione. A denunciarlo sono le principali associazioni nazionali e territoriali dei frantoiani, che hanno sottoscritto un documento unitario inviato alle istituzioni per chiedere interventi urgenti. Tra le realtà calabresi firmatarie figurano l’Associazione Frantoi Oleari Calabria Citra e Assofrantoi Calabria, che rappresentano una parte importante del sistema regionale della trasformazione olearia. La situazione è determinata soprattutto dalla saturazione dei depositi, ancora pieni delle giacenze di olio rimaste invendute dalla precedente campagna, e dalla conseguente mancanza di liquidità. I frantoi, infatti, hanno gran parte delle proprie risorse economiche immobilizzate nel prodotto stoccato e rischiano di non riuscire ad acquistare e pagare la nuova produzione nei tempi stabiliti dalla normativa.

La crisi nell’ultima stagione

La crisi nasce da un forte squilibrio registrato nell’ultima stagione. Le imprese di trasformazione hanno acquistato le olive a prezzi elevati, sostenendo costi importanti per garantire il ritiro del prodotto agli olivicoltori, mentre successivamente le quotazioni dell’olio sono scese sotto i livelli necessari a coprire le spese sostenute. Una situazione che mette i frantoiani davanti a un bivio difficile: mantenere l’olio nei depositi, in attesa di una ripresa del mercato, oppure venderlo subendo pesanti perdite economiche. A complicare il quadro contribuiscono anche l’aumento dei costi energetici, della logistica e dei trasporti, oltre alle spese legate alla gestione delle sanse e delle acque di vegetazione, particolarmente rilevanti per le imprese del settore.