| 30 Luglio 2026 09:02 |

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(Adnkronos) – Nei lunghi viaggi in aereo, con le molte ore in posizione seduta in spazi ristretti, togliere le scarpe è una pratica comune che però può rappresentare un errore per la salute. Uno dei rischi noti, infatti, in queste situazioni è la cosiddetta ‘sindrome da classe economica’, una forma di trombosi venosa. E restare scalzi rischia di diminuire la possibilità di muoversi e fare qualche passo durante il viaggio, comportamento fondamentale per evitare un eventuale sviluppo di coaguli di sangue che bloccano il flusso venoso. Lo ricorda Corrado Lodigiani, responsabile del Centro trombosi e malattie emorragiche dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. “Un buon consiglio quando si viaggia – spiega – è indossare scarpe comode, che non siano strette né sulla pianta del piede né sul polpaccio (evitando quindi stivali e stivaletti, che possono comprimerlo eccessivamente), con un tacco non troppo alto e che consentano di percorrere agevolmente gli spostamenti a piedi”.

Nel caso specifico dell’aereo, poi, “bisognerebbe tenere sempre le scarpe, perché è importante muoversi il più possibile, alzandosi spesso e facendo qualche passo in corridoio, per evitare un’eventuale insorgenza di trombosi da viaggio, un evento che può verificarsi quando si passa troppo tempo nella stessa posizione. Togliersi le scarpe, infatti, rischia di provocare l’effetto contrario perché può indurre a stare seduti per tutto il tempo del volo”. La trombosi da viaggio, precisa Lodigiani, “è una trombosi in genere venosa, quindi localizzata nelle vene superficiali o profonde degli arti inferiori che si verifica durante o dopo un lungo viaggio aereo.