di

Angela Cotticelli

Anche l'alimentazione può fare la differenza: è meglio non affrontare il viaggio a stomaco vuoto, ma fare un piccolo spuntino prima della partenza. I farmaci vanno utilizzati solo in casi selezionati e sempre dopo aver consultato il pediatra

C’è chi si sposta in macchina, chi in treno, chi in aereo o in nave. Ma tutti i mezzi possono avere in comune la cinetosi. Nota come mal d'auto, mal di mare o mal d'aereo ed è un disturbo molto frequente, soprattutto nei bambini, causato da un conflitto tra i segnali che arrivano al cervello. Cosa è possibile fare per prevenire o risolvere questo problema? Risponde Antonella Diamanti, responsabile dell'Unità di Malattie Digestive e riabilitazione nutrizionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Che cos’è«L'occhio percepisce un corpo fermo all'interno del veicolo, mentre il sistema vestibolare, situato nell'orecchio interno e responsabile dell'equilibrio e della percezione del movimento, registra che il corpo si sta muovendo – spiega Diamanti -. Questo contrasto di informazioni genera la cinetosi. Non tutte le persone ne soffrono allo stesso modo. La comparsa dei sintomi dipende infatti anche dalla maggiore o minore sensibilità del sistema vestibolare agli stimoli del movimento. Il disturbo può manifestarsi durante qualsiasi tipo di spostamento. I sintomi si presentano generalmente in modo progressivo. Nella fase iniziale compaiono segnali aspecifici, spesso definiti una sorta di "anticamera" del malessere: il bambino può apparire svogliato, sbadigliare frequentemente, diventare irrequieto e presentare sudorazione fredda. Si tratta di manifestazioni neurovegetative, cioè della risposta del cervello al conflitto tra i diversi stimoli sensoriali. Se il disagio aumenta possono comparire pallore, vertigini, eccessiva salivazione, nausea e, infine, il vomito».