I biglietti “audio only” potrebbero essere una novità anche nei live italiani, dopo i casi di Taylor Swift a Bruno Mars: i limiti e i motivi per cui i fan pagano 70 euro per non vedere il palco e l’artista.

Concerti, 2026

Poco più di tre miliardi di dollari (2,6 mld di euro) nei primi 6 mesi del 2026: secondo il report Pollstar per i primi due trimestri di quest'anno, l'industria della musica dal vivo continua a crescere, con un aumento del 12,3% rispetto all'anno precedente. I cinque artisti che hanno incassato di più sono Bad Bunny, Lady Gaga, BTS, AC/DC ed Ed Sheeran. Ancora più netto è l'aumento del numero di biglietti, che nei primi sei mesi ha toccato quota 26,3 milioni, con un aumento del 12,8% rispetto allo stesso semestre del 2025.

Cosa sono i biglietti "only audio" Tra le variabili che hanno contribuito, seppur in minima parte, all'aumento del numero di ticket, soprattutto post-pandemia, c'è sicuramente l'introduzione dei posti a "visibilità limitata", ma soprattutto la comparsa, negli ultimi anni, dei biglietti "only audio, no view". Questa tipologia di tagliandi impedisce sia la visione dell'artista sia quella dei maxischermi e talvolta anche dal punto di vista sonoro l'esperienza è parziale. Il caso più recente è quello di Bruno Mars, che, attraverso la sua agenzia, ha deciso di mettere in vendita biglietti supplementari allo stadio Wembley di Londra. Infatti, com'è possibile osservare su Ticketmaster, sono presenti dei ticket per posti alle spalle del palco, in cui è impossibile vedere l'esibizione. Il prezzo di questi posti, in un perimetro di prezzi calmierati legati alla visibilità limitata nei concerti, è stato venduto a circa 70 euro, praticamente un prezzo standard. Non è la prima volta che, nei grandi tour internazionali, vengono messi in vendita posti di questo tipo, spesso a prezzi non molto inferiori rispetto a quelli standard