CONEGLIANO Luca (nome di fantasia) ha 14 anni e abita in provincia di Verona. Ha letto la triste vicenda dei due fratelli bullizzati e ha sentito un nodo in gola. Perché lui ci è passato e sa cosa vuol dire e l’unica cosa che gli sta a cuore ora è di far arrivare un messaggio ai due gemelli. Una voglia di vicinanza e solidarietà, urgente.
Gemelli 14enni seviziati per quattro ore, identificato il branco: sono 9 minorenni e un maggiorenne. Stefani: «Incontrerò le vittime» La lettera «Gentile redazione, vi scrivo da Verona per mandare un abbraccio e un messaggio di speranza che spero possa arrivare, in qualche modo, ai due gemelli di Conegliano e alla loro famiglia. Ho la loro stessa età, quattordici anni, e purtroppo so fin troppo bene cosa significhi trovarsi in quella situazione». «Anch'io - continua - ho vissuto una storia simile: sono stato preso di mira, umiliato davanti agli altri e tradito da quei pochissimi amici che avevo, che per paura o per conformismo si sono schierati proprio con chi mi tormentava ogni giorno, senza che io avessi fatto nulla per meritarlo. So cosa vuol dire sentirsi completamente soli, isolati e indifesi di fronte al branco».Pederobba, arriva il regolamento anti-maranza. Le multe per i bulli: ripulire i parchi o cancellare le scritte sui muri Il sostegno Ma Luca - nonostante la giovanissima età - oggi di quei bulli e delle loro cattiverie può parlare al passato. Per questo, vuole fare arrivare la sua voce ai due quattordicenni e ai loro genitori, perché non si smarriscano, non perdano la fiducia in un vivere civile fatto di relazioni, aiuti e rispetto. «Voglio dire a questi due ragazzi - scrive - che non devono sentirsi in colpa per quello che è successo, perché la colpa è unicamente di chi ha scelto di usare la violenza e la vigliaccheria. Anche se adesso il mondo sembra crollargli addosso e la paura fa rumore, voglio che sappiano che là fuori c'è chi li capisce davvero, chi ha provato il loro stesso dolore e ce l'ha fatta a uscirne».Un messaggio importante perché arrivato da un quattordicenne, che rompe il silenzio e trova il coraggio di tendere una mano a due coetanei ora sopraffatti dalla paura. Ma la buona gioventù è più forte e più numerosa. E alla fine vince, come è stato per Luca, il coraggioso ragazzo veronese. «Non siete soli - scrive concludendo la mail - c'è un'Italia intera che fa il tifo per voi e che vi tende la mano. Tenete duro».











