di
Milvana Citter
La mamma dei due ragazzi trevigiani massacrati da un gruppo di coetanei.Le violenze riprese con il cellulare: «Questa esperienza li segnerà per la vita, spero che un giorno trovino la forza per tornare a credere nell’amicizia»
Come stanno i suoi figli?«Male. Non vogliono uscire di casa. Hanno paura e sono provati: non è un male fisico, ma psicologico. Non si spiegano perché i loro amici abbiano fatto loro questo. Sono vittime due volte: per l’aggressione e perché i ragazzi con cui sono cresciuti hanno voltato loro le spalle. Li faremo seguire da uno psicologo: da soli non possono farcela».
Come genitori, cosa state provando?«Tanto sconcerto e delusione. Alcuni dei ragazzi che li hanno aggrediti frequentavano casa mia, pranzavano e dormivano da noi».












