CONEGLIANO Sono stati identificati tutti e dieci i ragazzini, nove minorenni e un maggiorenne, coinvolti nella brutale aggressione ai danni di due fratelli gemelli di 14 anni, avvenuta giovedì scorso nelle campagne del coneglianese. I carabinieri stanno ora proseguendo gli accertamenti, raccogliendo testimonianze e analizzando il materiale acquisito, tra cui il video girato durante le sevizie e diffuso da un 11enne, per ricostruire con precisione il ruolo di ciascuno dei presenti e attribuire le singole responsabilità. Sul piano investigativo potrebbero profilarsi accuse, a vario titolo, di violenza privata e minacce, mentre restano al vaglio degli inquirenti tutte le condotte emerse nel corso delle indagini. L’obiettivo è distinguere le posizioni di chi avrebbe preso parte attivamente alle violenze da quelle di chi avrebbe assistito ai fatti, limitandosi a filmare o a non intervenire.
L’aggressione Secondo quanto ricostruito, i due fratelli sarebbero stati attirati con un inganno in un campo di soia, dove sarebbero stati accerchiati da un gruppo di coetanei, composto in gran parte da minorenni e da un ragazzo già maggiorenne. I due adolescenti erano stati accusati di aver fatto la “spia” con il custode della chiesa in merito a una bravata avvenuta nei giorni precedenti, cosa che tra l’altro non era vera. L’aggressione sarebbe durata circa quattro ore. I due quattordicenni sono stati anche rapinati del telefono cellulare e di venti di euro, costretti a spogliarsi, insultati, minacciati e più volte picchiati. In uno dei video consegnati ai carabinieri dai genitori delle vittime si vede uno dei ragazzi, seminudo, mentre viene spinto sotto il getto di un impianto di irrigazione tra insulti e umiliazioni. Secondo quanto riferito dalla famiglia, il fratello sarebbe stato attirato nello stesso luogo poco dopo, con il medesimo stratagemma, subendo a sua volta le violenze del branco. A presentare denuncia sono stati i genitori il giorno successivo ai fatti, consegnando agli investigatori anche i filmati e le conversazioni circolate nelle chat. Le immagini hanno consentito di accelerare le indagini che hanno portato all’identificazione di tutti i giovanissimi coinvolti. Le reazioni Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso «profondo sconcerto» per quanto accaduto. «Le violenze e le umiliazioni che, secondo quanto emerso, sarebbero state subite dai due ragazzi - ha dichiarato Stefani - rappresentano fatti di estrema gravità che richiedono un rigoroso accertamento delle responsabilità e una profonda riflessione sul disagio che può manifestarsi tra i più giovani». Il presidente ha inoltre annunciato la disponibilità a incontrare privatamente i due gemelli e i loro familiari, qualora lo desiderassero, «per testimoniare personalmente la vicinanza della Regione, nel pieno rispetto della loro riservatezza». Il governatore ha infine ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, sottolineando la necessità di continuare a investire «nell’educazione al rispetto della persona, nella prevenzione di ogni forma di violenza e nel contrasto al disagio giovanile». A queste dichiarazioni fanno eco anche le parole di Luca Zaia che ha commentato con fermezza l’episodio parlando di «atti vergognosi e inaccettabili». «Se quanto ricostruito sarà confermato – ha affermato – ci troveremmo di fronte a un episodio di estrema gravità che non può lasciare indifferenti. Nessun ragazzo dovrebbe essere costretto a vivere un’esperienza simile». Zaia ha inoltre evidenziato l’importanza della denuncia da parte delle famiglie e del lavoro investigativo dei carabinieri, ribadendo la necessità di contrastare «con la massima determinazione ogni forma di violenza e di sopraffazione tra i più giovani». Proseguono, quindi, le indagini dei carabinieri per definire nel dettaglio le responsabilità di ciascuno dei giovani identificati, mentre la Procura valuterà le contestazioni da muovere ai singoli coinvolti sulla base degli elementi raccolti.










