Il clima come il Covid-19. Non si fa in tempo a pubblicare un articolo sulle ondate di caldo di questa estate rovente che ci si ritrova a scontrarsi con lo scetticismo della rete. Approfondimenti scientifici, interviste con esperti e ricercatori non bastano a scardinare le teorie cospirazioniste più fantasiose. È successo anche con le 10 domande del TG LA7 a Gabriella Greison, che ci ha illustrato - basandosi sulla fisica dei sistemi complessi - quale sia la tendenza del clima negli ultimi anni, perché le ondate di calore siano più frequenti e quale sia il ruolo dei gas serra in questo processo.

Una domanda allora sorge quasi istintiva: perché una parte della popolazione continua a negare ciò che ogni evidenza scientifica ha confermato sulla crisi climatica?

Le motivazioni psicologiche possono essere intuibili, a volte perfino condivisibili: l'idea che l'uomo sia inserito in sistemi molto più grandi e complessi, su cui influisce in minima parte, da un lato è rassicurante e dall'altro è l'alibi perfetto per non agire. Meno scontato è capire perché queste teorie facciano così presa su una parte dell'opinione pubblica.

Il fatto è che si tratta di teorie che mescolano elementi reali - come le ricerche sulle modifiche indotte sul clima, esperimenti militari, cloud seeding - con una conclusione cospirazionista: queste tecnologie sarebbero già utilizzate su vasta scala.