Alla fine di maggio un'enorme esplosione ha distrutto il Launch Complex 36 (LC-36A) a causa di un malfunzionamento del razzo spaziale New Glenn di Blue Origin, durante uno static fire in vista della prima missione per conto di Amazon Leo. L'esplosione ha distrutto diverse strutture della società aerospaziale di Jeff Bezos rallentando così le operazioni e i lanci. Nonostante l'imprevisto, Blue Origin pensa di poter tornare a far decollare un vettore entro la fine dell'anno, pur rimanendo critica la mancanza di un secondo pad operativo.

Destacking of the vehicle access tower is complete. We removed the top six modules to begin integrating fluids and controls as part of our new ConOps. This includes adding cryo systems, pneumatics, and mechanisms. We�ll also add in floors for access before we begin re-stacking.� pic.twitter.com/N4FfObKqTg— Dave Limp (@davill) July 27, 2026

La ricostruzione del pad LC-36A sembra procedere speditamente e l'obiettivo che sembrava lontano inizialmente, ora appare realizzabile (seppur con difficoltà e diverse incertezze). Stando alle informazioni rilasciate da Blue Origin non ci sarà solo una ricostruzione come prima dell'esplosione ma verranno apportate anche diverse modifiche così da rendere le operazioni più veloci e agevoli.