Il Dipartimento americano del Tesoro ha annunciato nuove sanzioni pensate per colpire "gli sforzi disperati del regime iraniano per monetizzare lo Stretto di Hormuz e sostenere l'economia fallimentare del Paese".

PUBBLICITÀ

Nel mirino sono finite otto petroliere accusate di essere parte della "flotta ombra" con cui l'Iran trasporta milioni di barili di petrolio e prodotti derivati e altrettante entità possedute tra Hong Kong e le isole Marshall e operanti nel settore petrolifero iraniano. In aggiunta ci sono due aziende (Persian Gulf Marine Insurance Company e HormuzSafe Marine Services Authority) giudicate parte integrante di uno "schema di estorsione" sostenuto dai Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) che obbliga le navi commerciali a comprare una'"assicurazione" marittima obbligatoria per transitare nello Stretto.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che "gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di prendere in ostaggio il commercio globale o di usare la navigazione internazionale per finanziare il terrorismo e la repressione dell'IRGC".

In un post su X, il Central Command (Centcom) americano ha ribadito che "lo Stretto di Hormuz è una via d'acqua internazionale" e che i pasdaran iraniani non hanno "l'autorità di imporre rotte per il traffico libero e aperto".