Tra le centinaia di nomi finiti nei verbali dell’inchiesta sul delitto di Cristiano Aprile, uno era rimasto senza conseguenze giudiziarie. Era uno dei circa trecento giovani ascoltati dalla polizia nei giorni successivi all’omicidio del dodicenne, ma nessuno lo aveva mai ritenuto abbastanza rilevante da contestargli un reato. Oggi la Procura di Roma ribalta quella prospettiva: lo ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio. L'uomo, oggi cinquantottenne, all'epoca ventiquattrenne, era un ex studente di Valerio Aprile, padre della vittima, e aveva frequentato anche la scuola privata Pitagora. È già stato interrogato nell'ambito della nuova inchiesta coordinata dalla pm Alessandra D'Amore e affidata agli investigatori della Squadra Mobile. Secondo quanto emerge soffrirebbe di problemi psichiatrici.
Il fascicolo riapre uno dei cold case più complessi della cronaca romana e prende le mosse anche da un saggio, il libro del giornalista Igor Patruno, Chi ha ucciso Cristiano Aprile? Il delitto di via Levanna, acquisito dalla procura. Nel volume viene indicato il nome del presunto responsabile e vengono richiamati due ex colleghi del padre del ragazzo come possibili testimoni.








