Diabete

29 luglio 26 Buongiorno, domanda forse oziosa: per un diabetico (ultima glicata 53) fare sport tutti i giorni (alternando camminata/corsa, nuoto e palestra) ha più effetti che fare sport a giorni alterni o dopo una certa soglia gli effetti sono gli stessi?

Grazie mille

AV

Buongiorno, grazie della domanda, che permette di aggiungere qualche considerazione sulla ben nota efficacia di uno stile di vita attivo (oltre ad un'alimentazione corretta) nel contribuire a raggiungere buoni risultati nella cura del diabete. Il valore di emoglobina glicata che ci segnala (53 mmol/mol, equivalente a 7%, se valutato con i precedenti criteri di misurazione), rientra nei parametri utili a definire un buon controllo metabolico (da integrare con dati di autocontrollo della glicemia o di monitoraggio del glucosio interstiziale, in modalità Flash o continua). Il primo criterio da valutare, per rispondere alla sua domanda, è che l'esercizio fisico, per avere benefici metabolici nel diabete, deve avere carattere "allenante", ovvero essere eseguito regolarmente, distribuito in almeno 3 giorni/settimana senza lasciare più di 2 giorni consecutivi senza attività. Se vogliamo valutarlo in tempo/settimana di attività fisica, le indicazioni delle Linee guida Italiane ed Internazionali identificano in almeno 150 minuti/settimana di esercizio aerobico (di intensità moderata: 50-70% della frequenza cardiaca massima) e/o almeno 90 minuti/settimana di esercizio fisico intenso (>70% della frequenza cardiaca massima) la “quantità” che può garantire un beneficio metabolico. La “varietà” della tipologia di esercizio, alternando attività aerobica e di resistenza, come sembra essere nel suo caso (camminata/corsa, nuoto e palestra), sicuramente aiuta a mettere in moto la maggior parte dei nostri gruppi muscolari, consentendo anche di ovviare ad uno dei limiti (la monotonia/ripetitività) che a volte riducono la costanza nell’esercizio. E’ ovvio che l’indicazione su quale sia la tipologia e la frequenza dell’attività fisica va “individualizzata”, tenendo conto delle caratteristiche fisiche e delle condizioni di salute complessive della persona, oltre a quelli che possono essere oggettivamente dei fattori limitanti (tipologia di attività lavorativa, distanza dai luoghi dove sia possibile praticare esercizio…). Credo che effettuare, come nel suo caso, un esercizio fisico intenso e continuativo possa essere senza dubbio utile nell’insieme delle attenzioni che aiutano a garantire un buon controllo del diabete. Spesso la sensazione di benessere collegata all’attività fisica (legata alla liberazione di endorfine) è “gratificante” a tal punto da non riuscire a saltare la sessione di allenamento programmata. L’importante è non trasformare in “obbligo” quello che abitualmente, in soggetti sportivi, può davvero diventare un piacere.