A Milano un cartellone con un neonato che impugna uno smartphone. Vietarli o no, la discussione non è chiusa. Ma almeno gli spot risparmiamoceli

Nel mondo del marketing anglosassone lo chiamano Nag Factor: fattore assillo. Consiste nel tarare su bambini e adolescenti le pubblicità di prodotti per adulti, nella consapevolezza che scandendo il fatidico “lo voglio!” i figli siano più di ogni altro capaci di orientare le scelte, anche quelle commerciali, di padri e madri. “Nel complesso, tra il 20 e il 40 per cento degli acquisti non avverrebbero se i figli non assillassero i genitori”, ha spiegato, con evidente soddisfazione, l’esperta britannica di marketing Lucy Hughes.