di Giuseppe Scuotri

In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sull'annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale

L'incertezza climatica colpisce anche il mondo del vino italiano. Quest'anno - fanno sapere Assoenologi, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Unione italiana vini (Uiv) - non si terrà la tradizionale conferenza stampa dedicata alle previsioni sulla vendemmia: impossibile, alla luce degli eventi meteorologici di queste settimane, fare previsioni esatte sui volumi di produzione per il 2026.

«La scelta - si legge in una nota congiunta - nasce dalla volontà di fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da condizioni climatiche sempre più variabili, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni».

Per questi motivi, l'appuntamento è fissato direttamente per il termine della vendemmia 2026 quando, dati alla mano, «sarà quindi possibile offrire un quadro completo e accurato della produzione, della qualità delle uve e delle principali caratteristiche dell’annata corrente». In un contesto simile, le associazioni di categoria auspicano che, come già richiesto agli organi competenti, «si possa anticipare a metà del prossimo novembre la dichiarazione per la raccolta delle uve».