Più poteri di polizia grazie al riconoscimento facciale e all’intelligenza artificiale. Mentre il dibattito politico si concentra sulla riforma della legge elettorale e sullo scontro relativo alle intercettazioni, il governo Meloni accelera su un altro provvedimento destinato a far discutere: il decreto legislativo che recepisce il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e amplia l'utilizzo del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia. Secondo le opposizioni, però, il testo va oltre quanto previsto da Bruxelles, introducendo poteri più estesi rispetto a quelli consentiti dalla normativa Ue. In concreto, il provvedimento consentirebbe di integrare le telecamere di videosorveglianza già presenti in piazze, stazioni, stadi e altri luoghi interessati da esigenze di ordine pubblico con sistemi di riconoscimento facciale basati sull'intelligenza artificiale, in grado di analizzare e confrontare i dati biometrici delle persone riprese. La tecnologia consente di analizzare i tratti del volto ripresi dalle telecamere e confrontarli con banche dati biometriche per identificare una persona. È uno strumento utilizzato nelle indagini e nella ricerca di soggetti ricercati o scomparsi, ma il decreto del governo ne estende l'impiego in alcune situazioni, aprendo un confronto sul delicato equilibrio tra sicurezza e tutela della privacy.