Caricamento player
Più o meno tutti conoscono i marchi Rio Mare, Simmenthal, Borotalco, Neutro Roberts, Omino Bianco, Collistar, facilmente reperibili in un supermercato qualsiasi. Quasi nessuno invece conosce Bolton, che pure quei marchi li possiede tutti. Bolton nacque a Milano nel 1949 (allora si chiamava Exportex) per distribuire prodotti provenienti dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Oggi è una multinazionale, produce beni di largo consumo, fattura 3,5 miliardi di euro all’anno ed è ancora gestita dai discendenti del fondatore Joseph Nissim.
Bolton è un esempio di quello che gli esperti di industria definiscono “quarto capitalismo” italiano. Viene chiamato così per distinguerlo dagli altri tre, cioè dalle piccole e medie imprese, dalle aziende più grosse come Pirelli o Stellantis e dalle imprese di Stato come Eni. Sono aziende di taglia media, nate attorno a una famiglia e poi cresciute sui mercati internazionali: fatturati miliardari e poca visibilità. Dall’ultimo rapporto di Mediobanca, l’istituto bancario che ha coniato la definizione e pubblica i bilanci delle imprese italiane, emerge che le aziende di questo tipo con ricavi superiori ai 2 miliardi l’anno sono circa sessanta.







