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QUI GENOVATonitto 1939: gelati per le private labelLa genovese Tonitto 1939 punta sul mercato della gelateria che le private label (le marche del distributore) stanno spingendo verso lo sviluppo in Europa e in Asia. Dal 2024 l'incremento dell'export si attesa al 15%. Complessivamente Tonitto 1939, pmi di proprietà dei fratelli Luca e Massimiliano Dovo, supera i 16 milioni di fatturato e punta a raddoppiare i ricavi entro il 2028. È in fase di potenziamento la struttura produttiva a Genova e crescerà anche il numero di addetti che sono già una sessantina. Gelati e sorbetti che conquistano le private label mondiali che assorbono già il 70% della produzione che vola sui mercati esteri (30 Paesi). Tonitto 1939 vuole aumentare la capacità produttiva di oltre il 50% e sta definendo un piano d'investimenti per i prossimi anni con un budget di almeno 4 milioni di euro. Contemporaneamente rafforza il proprio impegno verso una produzione sempre più sostenibile e orientata alla riduzione della plastica. Negli ultimi cinque anni, infatti, l'azienda ligure ha ridotto del 50% l'utilizzo di plastica su tutte le principali linee di prodotto, attraverso un percorso industriale che ha portato alla progressiva introduzione di packaging in Cartoncino certificato Fsc (Forest Stewardship Council).QUI TORINOIl gruppo Rogelfrut passa di manoIl gruppo Rogelfrut, azienda torinese attiva dal 1978 specializzata nella produzione e distribuzione di ingredienti freschi e surgelati a base di frutta, puree e succhi, frutta secca, destinati principalmente al canale del gelato artigianale, è stato ceduto a Space Capital Advisors e Arca Fondi Sgr. I soci storici Renato Bottasso e Gianpiero Boretto continueranno a detenere una partecipazione pari a circa il 15% nella società e ad affiancare il nuovo percorso di sviluppo. Rogelfrut che mantiene la base produttiva a Rossana (Cuneo). Rogelfrut che fa capo alla società cooperativa Far (Frutticoltori Associati Rossana) dispone di uno stabilimento produttivo in Italia e di una piattaforma logistica composta da cinque siti di magazzini refrigerati in Italia, Germania e Francia. Su un volume di affari pari a circa 33 milioni le esportazioni pesano per oltre il 35% con una presenza consolidata in Germania, Francia e Svizzera. La marginalità della società nel 2025 è stata pari a circa il 18% in termini di ebitda. L'offerta comprende oggi oltre 350 referenze. Il piano di sviluppo elaborato da Arca Space Capital insieme al management si articola su due direttrici complementari: da una parte la crescita organica, attraverso investimenti mirati. Dall'altra la crescita per linee esterne, mediante un programma di M&A volto sia a penetrare nuovi mercati geografici sia ad ampliare il portafoglio prodotti.QUI BOLOGNA Florim: Beatrice Lucchese è il nuovo adDal nonno alla nipote. Il consiglio di amministrazione del gruppo ceramico Florim di Fiorano Modenese ha nominato amministratore delegato Beatrice Lucchese, terza generazione della famiglia fondatrice. Creata agli inizi degli anni Sessanta da Giovanni Lucchese, oggi è una realtà internazionale nel settore delle superfici ceramiche di alta gamma per architettura, interior design ed edilizia. Dal 1984, l'azienda è guidata dal presidente Claudio Lucchese, protagonista del percorso di crescita e internazionalizzazione del gruppo, che oggi conta oltre 1.400 collaboratori nel mondo e ha registrato un fatturato pari a circa 420 milioni di euro nel 2025. Nel suo ruolo di presidente e in qualità di azionista di maggioranza, Claudio Lucchese continuerà ad affiancare Beatrice Lucchese nel nuovo incarico. Laureata in ingegneria e architettura presso l'Università di Bologna, Beatrice Lucchese ha avviato il proprio percorso professionale con un progetto di ricerca dedicato alle nanotecnologie applicate ai materiali da costruzione e ha consolidato il proprio percorso professionale attraverso esperienze in primarie realtà internazionali di ingegneria multidisciplinare. Membro del consiglio di amministrazione di Florim dal 2021, è entrata operativamente in azienda nel 2022 come Technical sales engineer, per poi assumere incarichi di crescente responsabilità fino al ruolo di Chief commercial officer e Project director. Dal 2020 Florim è una B Corp e dal 2022 è anche membro della Fondazione Altagamma.







