di

Giampiero Rossi

L'export milanese e lombardo fa rotta verso nuovi mercati: l’India, il Golfo Persico, il Canada e il Mercosur, l’area economica che raccoglie i Paesi del cono meridionale del subcontinente. Il presidente di Assolombarda, Biff: «Può non bastare, la chiave resta l'

La dinamica ricorda quella dei vasi comunicanti. Ma le leggi dei mercati internazionali presentano molte più variabili. Per gli imprenditori milanesi e lombardi è evidente da settimane che esportare verso gli Stati Uniti, nella migliore delle ipotesi, costa di più. Qualcuno ha trovato un partner a stelle e strisce che consente di aggirare la barriera dei dazi, qualcun altro ha raggiunto accordi per ammorbidire l’impatto delle nuove tariffe, altri si sono visti sbattere in faccia richieste oscene dai clienti americani che respingono prezzi maggiorati per effetto delle politiche del loro presidente. Dunque, con livelli di urgenza magari diversi, per tutti si è posta la necessità di volgere uno sguardo al planisfero, per valutare la possibilità di differenziare la destinazione del proprio export. E, in questa fase — con la Russia congelata da tre anni — oltre ai «classici» come il Medio Oriente e l’Asia centrale, a catturare l’attenzione degli imprenditori ambrosiani è la rotta per l’altra America. In particolare il Mercosur, l’area economica che raccoglie i Paesi del cono meridionale del subcontinente.