Il più grande venditore di Israele in America è ormai visto a Washington come un alleato tossico. Pessimi sondaggi, pessime relazioni: la sconfitta elettorale di ottobre è sempre più probabile
Nel 1982, il trentaduenne Benjamin Netanyahu era direttore marketing di un’azienda produttrice di mobili con sede a Gerusalemme. Fu allora che l’ambasciatore israeliano a Washington, intuendo il suo straordinario talento comunicativo, decise di portarlo negli Stati Uniti come suo vice. L’arma migliore di Netanyahu era l’inglese fluente e senza accento, acquisito da ragazzo nella periferia di Filadelfia. La sua missione non era più vendere gli armadi agli israeliani, ma vendere Israele agli americani.










