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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è partito oggi 27 luglio verso Washington DC per incontrare il presidente Usa Donald Trump e discutere "questioni di interesse comune per entrambi i paesi". Il vertice avviene in un momento di tregua fra Stati Uniti e Iran, che hanno sospeso le ostilità offrendo da una parte una lieve ripresa del traffico marittimo nel Golfo e dall'altra una possibile ripresa dei colloqui.

Nel frattempo, mentre Gerusalemme si coordina con l'alleato d'oltremare per stabilire una strategia comune verso Teheran, la Siria ha fatto sapere d'essere attivamente impegnata a raggiungere un accordo di sicurezza con Israele assieme ad altri Paesi. Lo ha rivelato proprio il presidente Ahmed al-Shaara, che vede nell'intesa una soluzione più ampia e completa della crisi ma non una cessione delle rivendicazioni sulle alture del Golan.

Mentre i fronti esteri continuano a restare in bilico, quello interno in prossimità delle elezioni si scalda sempre di più. La corsa al governo è in pieno sprint e, nonostante lo svantaggio nei sondaggi addietro, il Likud di Netanyahu è tornato a guadagnare consensi superando perfino lo sfidante principale Gadi Eisenkot di Yashar per 22 a 21. n totale, il blocco dell'opposizione può contare su 58 seggi mentre quello di Netanyahu su 52: nessuno gode della maggioranza di 61.