Altro che «internazionale antagonista». Agli scontri contro il cantiere del Tav hanno partecipato tedeschi, francesi e spagnoli: certo. Ma la regia dell’operazione è stata della torinesissima Askatasuna. Tanto che fonti qualificate definiscono il centro sociale il «motore» della guerriglia contro i cantieri in Val di Susa. Gli inquirenti sono al lavoro. Le immagini da analizzare sono migliaia. Per un lavoro certosino occorrerà tempo. Ma è già possibile definire un quadro iniziale. «Oltre ai due tedeschi fermati, ci saranno molte denunce a carico di italiani», annota la nostra fonte. A guidare gli scontri può essere stato soltanto «chi conosce la Valle, i suoi sentieri».Con un comunicato, il procuratore capo di Torino Giovanni Bombardieri ha chiarito lo stato dell’arte. La Procura ha chiesto la custodia cautelare per i due tedeschi arrestati in flagranza di reato. Per il resto, verranno contestati la devastazione e il saccheggio in concorso, la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni. Sono reati gravi ma è per ora assente dal banco la fattispecie del «terrorismo». Può essere una strategia per evitare che le accuse cadano subito. La parlamentare Augusta Montaruli, di Fdi, intravede un coordinamento preciso. «Non c’è stato alcuno spontaneismo», premette. La rete di «Aska» arriva fino al Collettivo universitario autonomo che sta dando grande spazio alle rivendicazioni degli scontri coi suoi canali social. Per la meloniana, la dimostrazione che la regia sia unica è nelle date: «Gli scontri sono iniziati il 18-19 luglio quando tra Venaus e Chiomonte c’era solo Askatasuna, arrivata per montare il festival Alta Felicità». Quello di cui è direttore artistico Andrea Bonadonna, uno dei fondatori del centro sociale. Poi sarebbero arrivati i francesi, tra cui la sigla «La Loutre». Se l’antagonismo europeo ha un capo, questi dimora a Torino.