La procura di Torino ha depositato stamattina all'ufficio del gip del capoluogo piemontese la richiesta di convalida dell'arresto di due indagati di nazionalità straniera, eseguito il 26 luglio in flagranza differita dalla Digos, in quanto ritenuti responsabili, in concorso con altri soggetti in corso di identificazione dei reati di devastazione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale aggravata, compiuti nel corso degli scontri contro le forze di polizia avvenuti durante la manifestazione No Tav del 25 luglio in Val di Susa.

Sono i primi arresti per la guerriglia al cantiere Tav di Chiomonte: sono due 25enni tedeschi. Le accuse sono tutte in concorso con persone rimaste ignote, cioè le altre centinaia di antagonisti del “blocco nero” che hanno lanciato pietre e molotov, incendiando camionette delle forze dell’ordine e le strutture di Telt, la società pubblica italo-francese che gestisce la realizzazione della Torino-Lione.

La procura ha richiesto l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere "ritenendo sussistenti - spiega in una nota il procuratore capo Giovanni Bombardieri - esigenze cautelari che ne rendono necessaria l'applicazione".

I due arrestati sono stati trovati con occhiali, guanti e impermeabili neri, probabilmente utilizzati per travisarsi prima di assaltare il cantiere di Chiomonte. Gli arresti si aggiungono agli allontanamenti di altri due ventenni tedeschi, decisi dal prefetto di Torino Giovanni Cafagna, eseguiti dal prefetto Massimo Gambino e convalidati dal tribunale: anche loro avevano oggetti utilizzati per la guerriglia e nascosti a bordo dell’auto con cui si stavano allontanando dal campeggio del festival Alta Felicità di Venaus.