Il "balletto imbarazzante" sui fondi SafeGuerini, ex ministro della Difesa nel secondo governo Conte e nel governo Draghi, ha poi affrontato il tema della politica estera, tracciando quello che ha definito un confine non negoziabile per qualunque futura alleanza: "Per me l'Ucraina è la linea rossa, il sostegno all'Ucraina è la linea rossa invalicabile". Ha precisato il concetto in questi termini: "Noi dobbiamo lavorare per sostenere un Paese aggredito e dobbiamo farlo fornendo tutti gli aiuti possibili, anche quelli di carattere militare, per arrivare ad una pace che non sia una resa alle pretese ingiustificate e illegittime di Putin, ma sia una pace che rispetti il diritto alla libertà alla sovranità dell'Ucraina".L'ultimo passaggio dell'intervista ha riguardato la gestione dei fondi europei Safe (Security Action for Europe, lo strumento da 150 miliardi di euro che costituisce il primo pilastro del piano di riarmo comunitario), su cui martedì 28 luglio si è consumato un pasticcio comunicativo del governo: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato in audizione parlamentare la richiesta di un intervento da 14,9 miliardi di euro entro fine anno, per poi precisare, poche ore dopo, che i fondi erano stati soltanto "prenotati" e non richiesti, mentre la Lega ha ribadito che la decisione finale spetterebbe al Parlamento. Nel frattempo la Commissione europea, tramite il suo portavoce, ha fatto sapere che non c'è "tempo da perdere" e che attendere dicembre per sciogliere il nodo non è un calendario compatibile con le esigenze di Bruxelles. Guerini ha commentato così l'episodio: "Cosa vuole fare la maggioranza? Loro stanno governando, loro hanno candidato l'Italia a partecipare alla divisione dei fondi del Safe facendo una richiesta di 14 miliardi. Dopodiché si è aperto un balletto francamente imbarazzante. Non si capisce oggi quale sarà la decisione che il nostro Paese vorrà assumere". E ha aggiunto: "La realtà è che c'è un problema politico evidente dentro la maggioranza. Mi auguro che lo risolvano in fretta perché questo balletto non fa bene al nostro Paese e la reprimenda di ieri della Commissione europea credo non sia stata una bella pagina".