Joan Anderson, scomparsa a 101 anni, è stata la donna che coniò il nome "hula hoop" e contribuì a trasformare un semplice cerchio di legno in un fenomeno globale. Per decenni il suo ruolo è rimasto nell'ombra, fino a quando un documentario ha riportato alla luce la sua storia e il mancato riconoscimento del suo contributo.

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Per milioni di persone è stato il simbolo dei giochi dell’infanzia e uno degli oggetti più iconici degli anni Cinquanta. Ma dietro il successo dell’hula hoop c’era una storia rimasta nell’ombra per decenni. Joan Anderson, la donna che contribuì a portare il celebre cerchio negli Stati Uniti e gli diede il nome con cui è conosciuto ancora oggi, è morta il 14 luglio dell’anno scorso a Carlsbad, in California, all’età di 101 anni.

Nata a Sydney il 28 dicembre 1923 con il nome di Joan Constance Manning, Anderson lavorava come modella quando conobbe Wayne Anderson, pilota dell’esercito statunitense, che sposò poco dopo trasferendosi negli Stati Uniti.

Fu durante un viaggio in Australia che notò alcune persone divertirsi facendo ruotare intorno alla vita grandi cerchi di legno. Affascinata da quella pratica, decise di farne spedire uno negli Stati Uniti. Insieme al marito presentò il giocattolo ai dirigenti della Wham-O, azienda destinata a trasformarlo in un successo commerciale mondiale.