Come molte e molti di voi, ho passato buona parte dell’estate 2026 a lamentarmi del caldo: a soffrire sulle carrozze dei treni con l’aria condizionata sempre rotta, a rigirarmi nel letto nella speranza che arrivasse un po’ di fresco, a cercare di salvare le piante sul terrazzo. Le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti per colpa del riscaldamento globale e ci hanno portato a cercare refrigerio in ogni modo immaginabile: dai ventilatori sparati alla massima potenza ai ghiaccioli mangiati a colazione, fino all’acquisto compulsivo di creme, spray e salviette «refrigeranti» che promettono un «effetto ghiaccio» immediato.