Poco sonno. Poca motivazione. Sensazione di irritabilità. Se durante l’ondata di caldo record di maggio hai dovuto lavorare al chiuso o restare a casa con bambini piccoli, sai bene di cosa parlo.
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Le abitazioni dell’Europa settentrionale, dove si è abbattuta l’ondata di caldo, sono costruite per trattenere il calore e non per disperderlo. Così molte case e appartamenti si sono trasformati in forni durante le temperature elevate, che in alcuni luoghi hanno superato i 30 °C, oltre 10 °C in più rispetto alla media di maggio.
In un rapporto pubblicato dal Climate Change Committee del Regno Unito, sempre a maggio, si raccomanda di installare l’aria condizionata in tutte le case di riposo e gli ospedali entro i prossimi 10 anni e in tutte le scuole entro 25 anni. Alcune fasce della popolazione, come chi soffre di malattie croniche, le persone con disabilità o gli anziani, possono avere bisogno del raffrescamento rapido garantito dall’aria condizionata. Ma per la maggior parte delle persone sane le alternative sono più che sufficienti.
Ci sono molti motivi per evitare l’aria condizionata. In una casa media nel Regno Unito, l’installazione costa 2.500 sterline (2.895 euro) per stanza: una cifra proibitiva per chi ha redditi medi e del tutto fuori portata per chi guadagna poco. Gli impatti sul clima sono notevoli. I condizionatori usano più elettricità di qualsiasi altro elettrodomestico in casa. Insieme ai ventilatori elettrici consumano il 10 per cento dell’elettricità globale e rilasciano nell’atmosfera potenti gas climalteranti. Nei giorni più caldi dell’anno, in alcune aree degli Stati Uniti e del Medio Oriente, il 70 per cento del picco di domanda elettrica residenziale serve per raffrescare gli ambienti.













