Mai le imprese hanno avuto a disposizione così tante tecnologie. Eppure, proprio in un contesto di grande abbondanza, faticano a decidere con chiarezza, coerenza e rapidità. È il paradosso attorno a cui ruota il secondo “cluster” del Position Paper 2026 intitolato “Intelligenza decisionale: persone, strategie, metriche e sostenibilità” e realizzato da un gruppo di lavoro del Comitato Scientifico di SPS Italia, organismo di cui fanno parte manager di alcune tra le principali realtà manifatturiere italiane.La tecnologia, da sola, non genera valore, perché il vero fattore competitivo è la qualità delle scelte che ne guidano l’adozione. Chiunque può comprare lo stesso robot, la stessa piattaforma dati, lo stesso algoritmo di intelligenza artificiale. Quello che nessuno può comprare è la capacità di decidere cosa farne, e soprattutto a cosa rinunciare per farlo bene.Il documento è firmato da Paolo Foglio, Gabriele Guzzetti, Oronzo Lucia (anche coordinatore scientifico del comitato), Federico Milan e Marco Omeri. Ne abbiamo parlato con due degli autori: Gabriele Guzzetti, oltre vent’anni di esperienza nelle Operations di diversi settori industriali e oggi direttore delle Operations di Galbusera, e Marco Omeri, Head of Operational Excellence and Sustainability in Valmet Tissue, la divisione carta tissue nata dall’acquisizione di Fabio Perini, che prima di occuparsi di eccellenza operativa ha lavorato nella ricerca e sviluppo automotive di Siemens e Continental.Indice degli argomenti
L’AI a supporto delle decisioni e il rischio dell’human out-of-the-loop
La tecnologia non basta a generare valore: l'importanza delle decisioni, l'AI e il rischio human-out-of-the-loop. L'opinione degli esperti
SPS Italia Position Paper 2026: il valore competitivo non è l'adozione tecnologica ma la QUALITÀ DECISIONALE su cosa adottare e cosa rinunciare strategicamente. Per CTO/manager tech il segnale: in economia digitale il differenziale è la governance decisionale; rischio silenzioso—AI autonoma decide senza accountability umana, amplificando strategie fragili.









