Non c'è pace per il campo largo in Piemonte (e non solo). Dopo le condanne bipartisan agli scontri di sabato scorso, la Torino-Lione divide di nuovo il centrosinistra. Il vicepresidente Maurizio Marrone di FdI mette il «dito nella piaga»: «Noi pronti a manifestare con le parti sociali»; i Moderati provocano Avs: «Siamo certi che abbracceranno la posizione del resto della coalizione». In serata, arriva anche il governatore Alberto Cirio: «Dove c'è la parola Sì, scenderò sempre in piazza, oggi come nel 2018». Manifestazione Sì Tav: la proposta dei Radicali e di Mino Giachino A lanciare per primi l'idea di un remake di otto anni fa, quando oltre 30 mila persone si riunirono a Torino per dire sì all'Alta velocità contro il governo 5 Stelle, i Radicali e l'ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino. «Facciamola il 27 settembre, giorno in cui si firmò l'accordo con la Francia. Sabato la prima riunione». Poi si è aggiunta la Cisl, che ha condiviso l'idea di anticipare la data (con il rischio, sottolineato dallo stesso Giachino, di «spaccarsi»). FdI e Pd: posizioni diverse sulla manifestazione sì Tav Dal lato istituzionale-politico, il primo a palesarsi è il vicepresidente di FdI Maurizio Marrone. «La manifestazione a favore dell'Alta Velocità parta da un appello da far sottoscrivere ai partecipanti con l'impegno a inserire, senza ambiguità, la realizzazione dell'opera nei programmi delle prossime elezioni politiche». Il messaggio è rivolto, evidentemente, al campo largo. Dove il Pd, per ora, non intende manifestare: «La posizione del partito sulla Tav è nota e coerente negli anni - afferma il segretario regionale Domenico Rossi -: l'opera è strategica e occorre portarla avanti minimizzando gli impatti sociali e ambientali e nell'ascolto dei territori. Non so se la piazza è ciò che serve all'opera, perché c'è il rischio di alimentare una contrapposizione, mentre serve solo che il governo faccia il suo lavoro. Valuteremo quando si capirà chi organizza». Un colpo al cerchio e uno alla botte, per mantenere la posizione delle origini (anche se non condivisa da tutto il partito) e non disturbare gli alleati, utili soprattutto alle Comunali di Torino. Il leader dei Moderati Portas, dopo le dichiarazioni di condanna di Avs, li provoca: «Ci fa piacere questo nuovo profilo moderato». Avs e M5S ribadiscono il no alla Torino-Lione Ma la capogruppo in Piemonte, Alice Ravinale, è secca. «Noi continuiamo a dire, anche al Pd, che la difesa senza se e senza ma dell'opera non è più sostenibile: a fronte ai ritardi francesi, ai costi per il tunnel aumentati, ai fondi mancanti per il Tpl, alle richieste dei sindaci di fermarsi sul progetto della linea nazionale Avigliana - Orbassano, occorre rivedere le priorità di investimento su un'opera obsoleta, pensata più di 30 anni fa. La pace in Val Susa si crea ascoltando i territori». FdI in Regione chiede un Consiglio ad hoc sulla Tav, il M5S è pronto «a discutere: siamo da sempre contrari a questa opera dispendiosa e inutile». Unione Industriali Torino: «Siamo e resteremo sempre Sì Tav» Dall'altro lato della barricata Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali Torino, ribadisce il sostegno degli industriali alla Torino-Lione. «Da 30 anni siamo attivi affinché questa infrastruttura fondamentale venga realizzata e conclusa. La Tav rappresenta un'opportunità sociale, economica e industriale di livello locale, nazionale ed europeo che questo territorio ha sempre compreso e sostenuto a larghissima maggioranza, anche quando i governi locali e nazionali che si sono alternati in questi 30 anni non avevano posizioni così definite». Gay ribadisce la posizione degli industriali torinesi: «Siamo e resteremo sempre Sì Tav».