TREVISO «La mia avventura finisce qui, dopo 35 anni. È il momento di andare in pensione». Antonella Nascimben è pronta a chiudere il ristorante Al Fogher nell'omonimo albergo ceduto da Gianni Garatti ancora nel 2025. Venerdì sarà l'ultimo giorno, poi un altro locale storico di Treviso passerà la mano. Una fine annunciata da tempo. Un anno fa l'albergo venne ceduto a B&B Hotel, una delle principali catene alberghiere italiane. La nuova proprietà ha però mantenuto aperto il ristorante di Antonella, che 35 anni fa è arrivata come dipendente per poi, con passione, talento e dedizione, scalare tutte le posizioni fino a diventare la nuova titolare. Ma in questo 2026 scade l'affitto di azienda e Antonella, dopo averci riflettuto a lungo, ha deciso che non era più il caso di continuare: «Sì, finisco qui. Dopo tanti anni e tante esperienze, ma è arrivato il momento. Ho già avvisato i miei clienti, questa sarà l'ultima settimana di lavoro».

Il viaggio

Quello di Antonella Nascimben è stato un lungo percorso nella ristorazione trevigiana. E, come tutte le storie che si rispettino, ha un inizio e una fine. La nuova proprietà non l'ha cacciata. La scelta di lasciare è personale, dettata da una situazione ormai cambiata e dalla voglia di voltare pagina e di fare altro nella vita. Il ristorante, con ogni probabilità, verrà affidato a un altro gestore: da valutare se dopo una cessione vera e propria o ancora con un contratto di locazione. La notizia della chiusura anche del ristorante Fogher, in attesa di un rilancio, ha fatto rapidamente il giro della città. Ai suoi tavoli si sono seduti tanti big, tanti personaggi che hanno segnato la storia della città e non solo. Garatti, salutando il "suo" albergo che da sempre in simbiosi col ristorante, ricordava i tanti personaggi passati per le camere prima e poi per l'elegante sala dove i piatti tipici della tradizione trevigiana l'hanno sempre fatta da padrone. Cantanti, attori, artisti hanno spesso e volentieri scelto il Fogher per fare tappa a Treviso. «Gli aneddoti sono innumerevoli - raccontava Garatti - io sono musicista e mi piace ricordare i tanti artisti che hanno amato venire da noi. Bobby Solo, Renzo Arbore, Patty Pravo, i Ricchi e Poveri, Piero Pelù, Matia Bazar, Shel Shapiro di cui sono un grande fans e che mi ha firmato tutti i suoi dischi. E poi registi come Ettore Scola. Nel nostro piccolo eravamo diventati un punto di riferimento. Tutti bellissimi ricordi, non butto via nulla. Ma adesso la vita va avanti».