«Immensamente Giulia». «I sogni non possono morire sulla strada». «Giulia vive per sempre». «Non solo memoria ma cambiamento». Dicono tanto, le parole scritte sugli striscioni, sui cartelli, sulle magliette. Dicono ancor di più gli sguardi, quei volti che sfilano in nome suo, quei silenzi che riempiono ogni spazio, tra terra e cielo, per le vie di Torre Faro, proprio lì dove una vita è stata spezzata.Una straordinaria partecipazione
Dedicato a te, immensamente Giulia. Sono scesi in tantissimi, in strada, familiari, parenti, amici, compagni di scuola della sedicenne uccisa lo scorso 28 giugno a causa di chi improvvidamente guidava una moto, senza minimamente pensare che la sua sconsiderata incoscienza potesse provocare una tragedia. E invece è accaduto. Come è accaduto in altre zone e strade di Messina, una delle città dove più alto è il numero degli incidenti mortali. Leggerezza, distrazione, guida avventata, criminale velocità, effetti di droga o alcol: tante le cause, spesso diverse tra loro, ma unico sempre l’effetto: la perdita irreparabile di una persona.Più sicurezza, più controlli, più vigilanza
Chiede più sicurezza, più controlli, più vigilanza, più rispetto per la vita, il popolo silenzioso che ha percorso l’itinerario fino a quel punto di via Circuito dove Giulia, quella sera, stava attraversando la strada. Una fiaccolata, quella promossa dalla Pro Loco Capo Peloro, che ha dimostrato la vicinanza e l’affetto di tanti messinesi nei confronti della famiglia, tutti lì a testimoniare, come è stato detto, «con una luce tra le mani, che Giulia continuerà a vivere nel cuore di tutti noi». Custodire il ricordo di Giulia Scimone, e delle altre vittime, significa anche levare un monito, forte come il ruggito di un leone, «perché tragedie come questa non si ripetano mai più». E chi deve garantire la sicurezza, lo faccia, senza gli alibi del “prima”, senza le lacrime di coccodrillo del “dopo”.








