di

Massimo Sideri

Tra il 1979 e il 1983 per tre volte il livello di rischio di un conflitto nucleare venne aumentato da difetti e allucinazioni di satelliti e microprocessori. Quanto ci possiamo fidare delle promesse di infallibilità di chip, dati e simulazioni della realtà? Oggi è diverso?

Questo articolo è uscito nella newsletter di scienza e innovazione tecnologica One More Thing di Massimo Sideri. Per iscriversi cliccare qui.

È il 9 novembre 1979. Alla Casa Bianca siede Jimmy Carter, al Cremlino Leonid Brežnev guida un'Unione Sovietica ormai entrata nella fase della cosiddetta "gerontocrazia", mentre in Italia il presidente del Consiglio è Francesco Cossiga, alla guida del governo nel pieno degli anni di piombo. Nel cuore del North American Aerospace Defense Command, il Norad, la gigantesca sala di controllo scavata nella montagna di Cheyenne Mountain, in Colorado, i sistemi iniziano improvvisamente a segnalare il lancio di centinaia di missili balistici sovietici diretti verso gli Stati Uniti.