di Fabio Rubinimercoledì 29 luglio 20263' di letturaNazzareno... abbiamo un problema. Il Campo largo, abituato ad avere posizioni contrapposta praticamente su tutto, è riuscito a spaccarsi anche sul nome del commissario tecnico della nazionale di calcio. Sì, perché non tutti all’intero del perimetro pazientemente disegnato da Elly Schlein, hanno gradito le critiche piovute sull’ex centrocampista di Milan e Juve e non tutti hanno sposato la politica del “passo indietro” a causa del contratto che lo stesso Pirlo ha in essere con un’agenzia di scommesse russa.È il caso degli esponenti dei Cinquestelle, da sempre pappa e ciccia con Putin (seguendo le orme del loro giornale di riferimento, il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio), che ieri, una volta appreso del defenestramento di Pirlo dai papabili per il ruolo di Ct azzurro, sono andati su tutte le furie.Carolina Morace - che nella sua carriera di allenatrice è stata per cinque anni ct della nazionale femminile spiega: «La vicenda Pirlo è surreale. Dov’è stata la stessa indignazione nei confronti di chi ha continuato a intrattenere rapporti sportivi, istituzionali o culturali con Israele mentre Gaza veniva devastata? Dov’è la stessa severità - prosegue l’europarlamentare grillina - verso gli Stati Uniti quando sono stati protagonisti di interventi militari contestati dal diritto internazionale? Non possono esistere guerre che indignano e altre che si ignorano e non possono esistere principi validi solo quando fanno comodo». Gli unici dubbi balenati dall’ex azzurra riguardano la parte “tecnica” della vicenda: «Dopo tre eliminazioni dai Mondiali, forse serviva un profilo tecnicamente più solido».Sul fronte Cinquestelle, ci va giù pesante anche il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi: «Siamo il Paese in cui una persona non può fare il Commissario tecnico della nazionale se ha un contratto con una società russa, ma in cui un ex lobbista delle armi può fare il ministro della Difesa». E ancora: «Ci scandalizza poi perché il contratto è legato alle scommesse sportive quando questo Paese riesce a malapena a stare a galla con le entrate di Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci e azzardi vari che speculano sulla disperazione della gente».Insomma, ai Cinquestelle guai a toccargli Putin e la Madre Russia. A difesa di Pirlo si è schierato anche un ex Cinquestelle, il giramondo Alessandro Di Battista, che definisce «grottesco quello che sta succedendo a Pirlo» e arriva a parlare di «russofobia» che colpisce «i politici e i media europei» ed è, a giudizio di “Dibba” «davvero disgustosa».La stuolata di reazioni grilline, ovviamente mette in grande imbarazzo la parte più moderata del Campo Largo. Per questo non stupisce che il dem Filippo Sensi detti alle agenzie la seguente dichiarazione: «Sulla questione Pirlo, fateci caso: i primi galli a cantare e a dolersi per la sfumata indicazione a commissario tecnico, guarda caso, sono tutti esponenti politici molto sensibili alla Russia». Un chiaro riferimento non solo ai Cinquestelle coi quali lo stesso Sensi sarebbe “costretto” ad allearsi, ma anche con i vannacciani di Futuro Nazionale, che con Putin ci andrebbero volentieri a bere un paio di vodke.