HomeLuccaCronacaStatua divisiva. Il comunismo e don MilaniPolemiche per l’iscrizione alla base del monumento. Il sindaco di Vagli Sotto: "Deciderà il consiglio".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciVAGLI SOTTO
Nel comune di Vagli Sotto il copione si ripete ormai da anni e alla vigilia dell’inaugurazione di una nuova statua di marmo commemorativa, con scolpiti personalità di rilievo della storia e della contemporaneità, da inserire nell’ambito del Parco sul Lago, le critiche e le polemiche dalle diverse sfaccettature diventano la vera notizia su cui dibattere. Il sindaco Mario Puglia anche in questa occasione non smentisce la narrazione e si pone al centro della incresciosa situazione che ha acceso i fari della stampa nazionale sul borgo e sulla nuova statua in memoria di don Lorenzo Milani, che sarà inaugurata venerdì mattina.
Fino a qui tutto bene, se non fosse per l’incisione impressa nella targa sottostante che contiene una frase di dura condanna al comunismo attribuita al presbitero, considerata da alcuni intellettuali e personalità, che lo hanno conosciuto e hanno preso posizione pubblica in merito, fuorviante e non rappresentativa del pensiero e della memoria dell’educatore cattolico e scrittore. La frase della discordia, definita dal giuslavorista Pietro Ichino falsa perché decontestualizzata, che descrive, in sintesi, come il comunismo sia "mediazione e organizzazione politica di ogni male", è tratta da una missiva che fu indirizzata dallo stesso don Milani nel 1966 al professor Alessandro Mazzerelli, che avrebbe suggerito l’iscrizione da apporre ai piedi della statua, già presente sulla spiaggia del Lago. Sulla base delle richiesta avanzate, che auspicano un deciso cambiamento della frase prima dell’inaugurazione ufficiale, il sindaco Mario Puglia, seppure convinto personalmente della bontà del messaggio anticomunista, ha deciso di rimettere la decisione al consiglio comunale.







