Sembravano vecchie travi accatastate, erano i pezzi originali del Teatro Nazionale delle Teste di legno, la monumentale macchina scenica realizzata nel 1921 da Umberto Tirelli, nascosta per decenni. Lo Racconta Cristian Ruozzi, studioso di Tirelli e fra coloro che lo hanno ritrovato e riconosciuto: "Lo abbiamo ritrovato per caso durante lo sgombero di una proprietà di famiglia Tirelli, restituendo un’opera che per gli studiosi è un unicum in Europa: un teatro caricaturale alto oltre 6 metri, completo di scenografie e grandi burattini, per trasformare la satira in spettacolo".
Questo teatro va in scena stasera con 8 burattini al Teatro Herberia dalle 21 alle 22,30 a cura di Desi Zanellati e Cristian Ruozzi. Proprio Umberto Tirelli (1871-1954), reggiano-modenese, tra i maggiori caricaturisti italiani della prima metà del ‘900, è stato promotore della costruzione del teatro Herberia, che compie 100 anni, inaugurato nel 1926. Noto all’estero, non si limita al disegno satirico: è pittore, scultore, scenografo, autore teatrale, costruttore di grandi burattini. Con la caricatura interpreta il proprio tempo, racconta protagonisti e contraddizioni".
"A Rubiera, nel buen retiro della villa di famiglia, costruisce il suo universo creativo- prosegue Ruozzi- trasforma il giardino in un percorso artistico, con sculture, installazioni, figure modellate da lui stesso, decora la casa con scenografie, dipinti, caricature e i grandi burattini destinati al Teatro nazionale delle Teste di legno: un laboratorio che unisce arti figurative, teatro, invenzione scenica che rappresentano il vertice della sua ricerca, sul palcoscenico sfilano le grandi caricature tridimensionali (tra 64 e 102 cm), più di 150 protagonisti dell’Italia del tempo e del passato, fra cui: Vittorio Emanuele III, D’Annunzio, Giolitti, Carducci, Duse, Mussolini, Hitler, insieme alle maschere della Commedia dell’arte e a Sandrone".







