di Paola Natalimartedì 28 luglio 20263' di letturaLa ricerca pubblicata su Nature apre una nuova strada nella lotta ai tumori: un enzima programmabile potrebbe riconoscere le cellule malate e spingerle all’autodistruzione. Gli esperti parlano di una possibile “chemioterapia intelligente”, ancora però nelle prime fasi di sviluppo. Un’arma biologica nata nei batteri potrebbe diventare una nuova speranza nella lotta contro il cancro. Si tratta di un particolare enzima appartenente alla famiglia CRISPR, capace di riconoscere le cellule tumorali e distruggerne il DNA fino a provocarne la morte.
La scoperta, descritta in due studi pubblicati sulla rivista scientifica Nature, riguarda un enzima chiamato Cas12a2, una proteina che funziona come un vero e proprio “interruttore molecolare”: quando individua un segnale specifico prodotto dalla cellula tumorale, si attiva e taglia il materiale genetico della cellula, impedendole di sopravvivere. A differenza delle terapie tradizionali, che spesso colpiscono anche cellule sane causando effetti collaterali, questo approccio punta a essere altamente selettivo. L’enzima può infatti essere programmato per riconoscere particolari molecole di RNA messaggero, cioè quei messaggi biologici che le cellule utilizzano per produrre proteine. Alcuni tumori presentano RNA anomali legati a mutazioni genetiche: proprio questi segnali potrebbero diventare il “codice di riconoscimento” per attivare l’enzima. “È un interruttore di spegnimento molecolare che riconosce un particolare RNA”, ha spiegato Yang Liu, biologo molecolare della University of Utah School of Medicine e autore di uno degli studi pubblicati su Nature. Secondo il ricercatore, il meccanismo rappresenta una sorta di “chemioterapia programmabile”, capace di essere adattata a diversi bersagli tumorali.






