| 29 Luglio 2026 03:01 |

3 minuti per la lettura

(Adnkronos) –

“L’Iran vuole disperatamente un accordo”. Donald Trump lo dice e lo ripete. In realtà, Teheran non sembra avere particolare fretta. Gli Stati Uniti hanno congelato i raid, dopo quasi 2 settimane di attacchi, per riallacciare il dialogo con la repubblica islamica. “Se non troviamo un accordo, riprenderemo a colpire ancor più duramente”, minaccia il presidente americano. I messaggi, però, non sembrano avere un effetto particolare. I leader iraniani si trovano a loro agio in una situazione di stallo del conflitto con gli Stati Uniti, convinti di potersi adattare alla situazione meglio di Trump, che tra 4 mesi deve affrontare le elezioni di midterm, senza fretta di tornare al tavolo dei negoziati.

A delineare il quadro provvede anche il New York Times, con uno scenario che ribalta i quotidiani aggiornamenti offerti da Trump: “Non ho fretta, l’Iran vuole un accordo”, dice e ripete il numero 1 della Casa Bianca, che nella giornata di martedì ha ricevuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Teheran ha adottato una linea più prudente dopo lo stop degli attacchi americani: la repubblica islamica non ha compiuto nessuna azione nello Stretto di Hormuz, sostanzialmente bloccato. L’obiettivo prioritario resta, per Teheran, ottenere il riconoscimento del suo controllo sul braccio di mare una concessione che finora Washington si è rifiutata di fare.