<p>Il caldo estremo diventa un tema anche per i mercati finanziari.
Dalla pressione sulla rete elettrica alla crescita della domanda di climatizzazione, l'aumento delle temperature sta creando una nuova filiera economica che coinvolge produttori di condizionatori, pompe di calore, sistemi di gestione degli edifici, ma anche utility, operatori delle reti e società energetiche.</p><p>Per misurare questo fenomeno Gabriel Debach, market analyst di eToro, ha costruito il paniere Caldo Europa, un indice composto da 23 società globali esposte, con intensità diverse, all'economia del comfort termico e alle infrastrutture necessarie ad alimentarla.
Il punto di partenza è la crescita della domanda elettrica nei mesi più caldi.
Secondo i dati Terna, il 14 luglio il consumo italiano ha raggiunto 57,38 gigawatt, il secondo valore più alto dell'anno dopo il picco di 57,49 Gw del 29 giugno.
Tra il 1° giugno e il 14 luglio il picco giornaliero medio della domanda è stato pari a 47,15 Gw, contro 45,84 Gw nello stesso periodo del 2025, con un aumento del 2,9%.</p><p>L'impatto sui prezzi dell'energia è stato però più marcato: nello stesso periodo il Prezzo unico nazionale dell'elettricità (Pun) è salito a 134,59 euro per megawattora, contro 112,94 euro del 2025 (+19,2%). «Il caldo non si misura più soltanto in gradi, ma anche in gigawatt e in euro per megawattora», osserva Debach.








