I primi a beneficiarne sono stati i pendolari più sfortunati della Circumvesuviana: quelli della Napoli-Nola-Baiano, diventata ormai da mesi Volla-Baiano perché la tratta è interrotta e non porta più al capoluogo, almeno fino a quando non sarà messa a posto la stazione del Centro Direzionale. Sfortunati anche perché più volte la linea è stata chiusa e i viaggiatori hanno dovuto arrangiarsi con le auto o con improbabili corse di autobus. Ieri, però, i pendolari della Bassa Irpinia e del Nolano hanno avuto il «privilegio» di salire sul nuovo treno della Circumvesuviana: l’Etr301 (questa la matricola del primo convoglio realizzato Stadler). Quattro corse al giorno, fino a venerdì, che sanciscono la fine del «pre-esercizio commerciale» (una fase di simulazione in cui un nuovo treno o una nuova linea viaggia senza passeggeri) e l’inizio della messa in servizio vera e propria.
Circumvesuviana di Napoli in tilt: primi guai per Pietro DiamantiniIl debutto Debutta, così, dopo anni di attesa, il primo dei nuovi treni della Circumvesuviana, figlio di un accordo firmato dall’allora presidente Eav Umberto De Gregorio nel 2021 con la Stadler (ma la gara risale a due anni prima e l’iter fu subito fermato da un ricorso al Tar). In mezzo ci sono stati il Covid, la guerra in Ucraina (il treno doveva essere realizzato in Bielorussia), alluvioni, contrattempi vari, burocrazia e mille polemiche. Ora, però, il treno è davvero sui binari. Resterà sulla Volla–Baiano ancora per qualche tempo, per una questione di adeguamento delle sottostazioni ma anche perché al momento si tratta della linea meno frequentata di tutta la Circumvesuviana: un eventuale problema sarebbe molto più facile da gestire, rispetto alla linea di Sorrento, zeppa di turisti. Si è trattato di un esordio molto in sordina: niente annunci ufficiali, nessuna dichiarazione da parte della governance. Solo un ordine di servizio, che dispone l’uso del treno sulla Volla-Baiano per quattro volte al giorno e spiega che, in caso di guasto, a soccorrerlo può essere solo un MetroStar e non i convogli vecchissimi della Vesuviana. Il low profile, peraltro, è stato apprezzato dai comitati dei pendolari, che con un comunicato hanno dichiarato: «Sosteniamo e rispettiamo questo nuovo corso fatto di poche parole, niente annunci e tanta concretezza. È la strada giusta, ma la vera sfida per la nuova amministrazione resta quella di garantire un miglioramento tangibile del servizio già da oggi. I viaggiatori hanno bisogno di puntualità, frequenza e sicurezza nell'immediato, mentre si attende il nuovo piano industriale». Caos Circumvesuviana, blackout e treni fermi: la cabina elettrica in tilt per il caldoI dubbi Una netta apertura al dialogo, che non può che aiutare l’Eav in una fase che resta difficile: il nuovo mezzo non ha certo risolto tutti i problemi e la carenza di materiale rotabile resta. Restano, inoltre, anche due dubbi, sollevati da una parte dei sindacati e anche da alcuni lavoratori. Il primo è la sagoma: il convoglio misura 40 metri e 88, vale a dire 88 centimetri più dei treni che la Circumvesuviana ha sempre conosciuto, quel tanto che basta perché le banchine di alcune stazioni si ritrovino ad essere troppo corte. Il secondo dubbio è legato al personale: a oggi sono tre o quattro i macchinisti abilitati a condurlo, i quali a loro volta faranno da addestratori ad altri colleghi. Un mezzo così nuovo, spiegano i sindacalisti dell’Orsa che hanno sollevato il caso anche nell’ultima riunione con l’amministratore unico Pietro Diamantini, richiede un addestramento specifico non solo per la guida ma anche per la gestione delle emergenze tecniche: e non è cosa che si insegni in pochi giorni. La flotta Nel frattempo la flotta cresce. Sono tredici, ormai, i convogli Stadler fisicamente giunti a Napoli, l'ultimo dei quali è stato scaricato la settimana scorsa alla stazione di San Giovanni. L'iter che ha accompagnato il primo treno è stato il più lungo perché l’Eav ha dovuto iniziare da zero con le autorizzazioni. Per gli altri dodici, il percorso dovrebbe essere più breve.Afragola porta del Sud: era una stazione isolata, diventa hub ferroviarioDi certo, il nuovo treno, da solo, non può colmare una carenza di mezzi che la Circumvesuviana si trascina da anni. L'obiettivo dichiarato è una flotta di 56 treni nuovi, ma il completamento delle consegne è fissato a fine 2027: un altro anno e mezzo prima che il parco rotabile possa dirsi davvero completamente rinnovato.








