Di: Telegiornale - Daniele Coroneo / M. Ang. “Mai più in silenzio”“Nie wieder schweigen”, mai più in silenzio. La veglia è stata organizzata per esprimere indignazione per le violenze sessuali e per chiedere giustizia. Erano presenti anche due presunte vittime dell’ex politico UDC, indagato per avere usato droga dello stupro e avere commesso abusi sessuali. “Grazie per essere qui oggi, per il vostro tempo e il vostro sostegno nei miei confronti e in quelli di mia figlia. Grazie alla copertura mediatica, mi rendo conto di quante persone mi siano vicine”, ha dichiarato una delle vittime.RSILe richieste delle organizzatrici della protestaRiconoscere l’ingiustizia, ma soprattutto cambiare le cose. È quanto chiedono le donne socialiste argoviesi, organizzatrici della manifestazione. “Servono risorse e c’è bisogno che le violenze sessuali, domestiche e di genere siano riconosciute come casi di rigore”, ha detto Mia Jenni, granconsigliera del Partito Socialista argoviese.Numerose le vittime di abusiLe vittime di abusi sono numerose. Un’altra vittima ha accettato di testimoniare. “Anch’io in un certo senso ho subìto degli abusi. La mia storia è diversa ma era sempre violenza sessuale. Credo che la società debba essere meglio sensibilizzata sul tema”. Argovia, una manifestazione contro la violenza sessualeTelegiornale 28.07.2026, 20:00Un comune sotto shockUntersiggenthal è un comune argoviese di 8’000 abitanti. Una località tranquilla, che si è improvvisamente trovata al centro dell’attenzione. “È assurdo quanto capitato qui, nel nostro paese. Ed è assurdo che nessuno se ne sia accorto. È grave, molto grave”, dice un’abitante di Untersiggenthal. “È un tema che riguarda tutti. È successo qui da noi, ma accade in molti altri posti”, sottolinea un’altra cittadina.Il nome di Untersiggenthal fa oggi il giro della Svizzera e si ritrova a essere il simbolo di una vicenda che va ben oltre i suoi confini. Cos’è la droga dello stuproIl caso argoviese ha riportato l’attenzione sul tema della droga dello stupro. L’ex politico UDC è in particolare accusato di avere fatto ricorso alle cosiddette “gocce KO” per compiere gli abusi. Il Telegiornale della RSI ha chiesto al criminologo Franco Posa di cosa si tratti e quanto il fenomeno sia diffuso.“Dal punto di vista biochimico si tratta del solito GHB (acido gamma-idrossibutirrico). È una sostanza particolarmente difficile da gestire anche per chi ne fa un contrasto, perché è inodore, insapore, può essere diluita in qualsiasi altra sostanza o liquido. Il risultato è che viene ingannato il soggetto che l’assume in modo sempre inconsapevole”.Come fa una vittima a rendersi conto di avere assunto la droga dello stupro?“Si rende conto quando l’effetto va sfumando, quindi quando c’è il risveglio da questa situazione. Esiste una grande fetta di sommerso, cioè di ragazze che hanno la percezione di aver subito quello che noi stiamo discutendo, cioè l’assunzione di questa sostanza a scopo criminale, ma non hanno le idee chiare, né su come gridare l’allarme né su come chiedere aiuto. E la percezione è qualche cosa di confuso e non standardizzato”.Quanto è diffuso il fenomeno della droga dello stupro? È facile entrarne in possesso?“È molto diffusa. Le autorità competenti sul territorio (parlo di Europa e Svizzera), stanno assistendo a un incremento costante nei sequestri di liquido (perché è soprattutto il liquido che viene portato oltre confine) e la diffusione è estremamente capillare. Una volta erano i locali (discoteca o locali di ritrovo), oggi anche l’aggregazione di fronte a un bar o in una piazza è un elemento di rischio. La diffusione è dovuta al basso costo e al facile trasporto”.Esistono delle chat in cui gli abusatori condividono indicazioni su come usare queste sostanze. Condividono anche i video dei loro abusi. Perché sentono questo bisogno? “L’assunzione miscelata con l’alcol o con le benzodiazepine incrementa moltissimo il risultato criminale che si vuole ottenere e questo è divulgato. È divulgato continuamente per far comprendere quanto sia semplice ottenere un effetto ancora maggiore per un tempo più prolungato e difficilissimo dal punto di vista tossicologico da reperire sulla vittima”. Abusi e stupro: per l’ex granconsigliere UDC chiesta la detenzione a vitaTelegiornale 20.07.2026, 20:00