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"Incontro positivo e produttivo". È tutto ciò che è trapelato dalla Casa Bianca sull'atteso colloquio nello Studio Ovale tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump. Novanta minuti di confronto 'allargato', alla presenza anche del segretario di Stato americano Marco Rubio, del capo del Pentagono Pete Hegseth, del vicepresidente JD Vance e di Steve Witkoff, principale inviato di Trump per il Medio Oriente. È stato l'ottavo incontro tra Netanyahu e Trump dall'inizio del suo secondo mandato da presidente, ma solo il primo da quando, a febbraio, Stati Uniti e Israele hanno scatenato una nuova guerra contro l'Iran. Da mesi il premier israeliano premeva per recarsi a Washington ma i rapporti tra i due leader si erano deteriorati dopo i deludenti risultati dell'offensiva contro Teheran e i disaccordi sull'azione militare dello Stato ebraico in Libano. Proprio questi infatti sarebbero i temi su cui i due avrebbero discusso, oltre a agli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo. In un video pubblicato sul proprio account Instagram, Netanyahu ha definito il colloquio "eccellente", "una delle migliori conversazioni mai avute con l'amico Donald Trump". Il premier israeliano ha descritto "una conversazione all'insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della consapevolezza dell'obiettivo comune di garantire che l'Iran non disponga di armi nucleari".










