Il piano di rilancio e trasformazione di StMicroelectronics entra nel vivo, ma sul tavolo del confronto ministeriale restano aperti nodi cruciali. Durante l'incontro di oggi a Roma, convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'amministratore delegato dell'azienda, Jean-Marc Gualandris, ha illustrato il piano industriale fino al 2034. L'operazione prevede investimenti complessivi per 12 miliardi di euro, di cui 4 miliardi costituiti da risorse pubbliche, destinati al rafforzamento dei poli produttivi strategici di Catania e di Agrate Brianza.

Nonostante l'ampiezza dell'impegno economico, i sindacati mantengono la guardia alta. La Fim Cisl Sicilia ha posto con forza la questione della tutela dei posti di lavoro e della sostenibilità dell'investimento. Il segretario regionale della Fim Cisl Sicilia, Pietro Nicastro, ha chiarito che l'eventuale intesa non potrà prescindere da precise rassicurazioni sia da parte delle istituzioni che del gruppo industriale, specialmente in un momento caratterizzato da forte volatilità del mercato globale dei semiconduttori.

Tra i temi centrali portati al tavolo dal sindacato c'è quello dell'approvvigionamento idrico per la sede etnea. Per la Fim Cisl si tratta di un fattore infrastrutturale indispensabile, senza il quale la realizzazione e la piena operatività degli investimenti sul sito siciliano rischierebbero di essere compromesse, dato l'elevato consumo di acqua richiesto dalle tecnologie microelettroniche di ultima generazione.