Pubblicato il: 28/07/2026 – 19:08
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME «A Sambiase chi cazzo lo trova? Sambiase è grande». Sono arrivati da Reggio Calabria a bordo di due automobili, ma non hanno un indirizzo preciso. Sanno soltanto che l’uomo che stanno cercando non abita più a Gizzeria e si sarebbe trasferito in uno dei quartieri più popolosi di Lamezia Terme. Girare ancora, però, significa rischiare di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. Soprattutto perché uno di loro è armato. «Va bene, torniamocene a casa», dice Nicola Antonio Zumbo. Poi aggiunge una frase che, secondo gli investigatori, chiarisce quale fosse lo scopo di quella trasferta: «Datemi nome e cognome e coso, perché io sono armato qua, non è che possiamo fare…». La spedizione partita da Reggio la sera del 4 febbraio 2022 si interrompe così, tra le strade di Gizzeria e la ricerca senza esito di un’abitazione a Sambiase. All’origine del viaggio c’è una presunta truffa da circa 40mila euro per l’acquisto di un ponteggio. Vittima dell’affare sarebbe stato l’imprenditore Giuseppe Daniele Saraceno, detto “Pino”, che, una volta individuato in A. B. il presunto autore del raggiro e localizzata a Gizzeria la sua residenza, si sarebbe rivolto a Gaetano Chirico per ottenere aiuto. È uno degli episodi ricostruiti nell’ordinanza dell’inchiesta “Epicentro 2”, nell’ambito del più ampio scenario investigativo sulla struttura federativa della ’ndrangheta reggina.








