Sarebbe un caso perfetto per il commissario Montalbano, che nell’immaginazione di Andrea Camilleri – e soprattutto degli autori della fortunata serie tv a lui dedicata – “abita” a poche centinaia di metri da Casuzze, la località balneare in cui, fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di mercoledì 29 luglio, sono ammarati sacchi pieni di soldi. E in effetti la scena che si è presentata ai non pochi bagnanti della frazione di Santa Croce Camerina (quasi limitrofa a Punta Secca, dove c’è la famosa casa di Montalbano) è proprio da film: non si sa se poliziesco o comico o tutt’e due, perché il denaro che è stato gettato in mare dai passeggeri di un motoscafo rimasto senza carburante, tra mezzo milione e 700 mila euro, è stato recuperato anche con l’aiuto della gente che era in spiaggia, sotto il caldo sole africano di quel lembo estremo di Sicilia. La scena dei bagnanti che inseguono i pacchi di banconote, anche da 5 e 10 euro, collaborando (alcuni magari pure tampinati, per la serie non si sa mai) con le forze dell’ordine, accorse numerosissime in pochi minuti, è molto curiosa.
Cosa è successo Quattro le persone che erano a bordo del semicabinato in panne: due (tra cui un ragazzo) hanno cercato di fuggire a nuoto, ma sono state agevolmente raggiunte e condotte con gli altri alla delegazione di spiaggia di Marina di Ragusa. Al di là della facile ironia, i dati che emergono (in senso pressoché letterale) finora sono due: intanto c’erano forse molto più di 700 mila euro, a bordo del motoscafo rimasto a secco, e non è escluso che in queste ore, giovedì 30 luglio, non affiorino altri sacchi di plastica trasparente in cui erano contenute le mazzette di dubbia provenienza, avvolte nel cellophane. Il secondo dato è che il Ragusano, con le sue tante bellezze e attrazioni turistiche e naturali, non è troppo distante dall’Africa ma soprattutto da Malta, isola considerata un paradiso fiscale e dove operano, in vari modi, molte organizzazioni criminali, specie nei settori creditizio, immobiliare, delle scommesse e del riciclaggio. Le ipotesi Potrebbe trattarsi tanto di contrabbando di valuta quanto dei proventi di attività illecite o comunque nascoste al nostro fisco, trasportati da spalloni del mare, un modo certo meno sicuro delle transazioni finanziarie online ma di certo molto più difficile da tracciare e da scoprire, se ieri non ci fosse stato l’imprevisto del carburante esaurito o dell’avaria del potente motoscafo, capitato vicino all’attrezzatissimo porto turistico di Marina di Ragusa. Il blitz della Guardia Costiera Il semicabinato si è fermato, col suo ricchissimo carico a bordo, alla fine della mattinata di mercoledì 29: due dei quattro passeggeri, utilizzando un tender, hanno raggiunto il porto per comprare il carburante. Nel frattempo, però, il natante in panne ha cominciato a ondeggiare, andando alla deriva verso la costa di Casuzze, che è proprio accanto a Marina. Chi era sulla spiaggia ha subito dato l’allarme: imbarcazione in difficoltà e fuori controllo, rischio di affondamento, ci sono persone a rischio. Ed è arrivata la guardia costiera. Anziché essere felici di essere salvati, i due rimasti a bordo, alla vista dei marinai sul gommone della Capitaneria, hanno cominciato a gettare pacchi in mare: alcuni sono andati a fondo, altri hanno galleggiato fino al bagnasciuga, svelando subito il loro contenuto, data la trasparenza. I due superstiti si sono gettati a loro volta in acqua e hanno cominciato a nuotare verso la riva. La guardia costiera a quel punto ha subito chiamato le forze dell’ordine, polizia e carabinieri sono arrivati nella località quanto mai affollata di villeggianti e turisti, il carico è stato in parte recuperato e i quattro a bordo sono stati portati alla delegazione di spiaggia di Marina di Ragusa, mentre il semicabinato veniva trainato al porto. Il giallo dell’estate siciliana è servito, proprio a casa di Montalbano.










