Pubblicato il: 26/06/2026 – 16:01

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME «Appena ti prendo ti spacco in due». E ancora: «Vengo e ti prendo nel letto». Fino alla minaccia più esplicita: «Ti prendo con un’ascia e ti faccio pezzi pezzi». Sono alcuni dei messaggi e delle frasi che, secondo l’accusa, sarebbero stati rivolti a un lametino finito al centro di una vicenda di droga, debiti e recupero crediti criminale ricostruita in uno dei filoni dell’ordinanza “Artemis II”, l’inchiesta sulla cosca Cracolici e sui suoi presunti interessi tra il Lametino e il Vibonese. Il suo nome compare nelle carte sia come indagato per l’ipotesi di acquisto di stupefacente ai fini di spaccio sia, al tempo stesso, come persona offesa nella presunta estorsione legata al recupero del debito maturato con i fornitori. Una doppia veste che racconta bene la zona grigia di questa parte dell’inchiesta: da un lato l’ipotesi di un acquisto di droga, dall’altro la pressione violenta esercitata, secondo la Procura, per recuperare i soldi. Proprio per questa ragione, e considerato che per questo specifico filone il gip non ha disposto alcuna misura cautelare.

Il debito da 18mila euro

Secondo il capo d’imputazione, B.V., uomo del Lametino residente nel comprensorio di Gizzeria, avrebbe acquistato, in momenti diversi, un quantitativo non individuato di sostanza stupefacente per un valore complessivo di 18mila euro da M.P. e un altro quantitativo, anche questo non meglio precisato, da soggetti originari di Rosarno. È da quel debito, secondo la ricostruzione degli investigatori, che sarebbe partita la pressione. B.V. è descritto nelle carte dell’inchiesta come un acquirente-rivenditore di stupefacenti, «inserito in rapporti con M.P., con G.P. e con il gruppo di Rosarno». A un certo punto, però, il meccanismo si inceppa: il denaro non rientra, il debito si accumula, i creditori si muovono. E il recupero, secondo l’accusa, assume i tratti dell’estorsione. M.P., G.P. e S.Z. sono indicati nel capo relativo alla presunta estorsione e, secondo l’accusa, per procurare a M.P., a S.Z. e ad altri soggetti non identificati il pagamento del credito, sarebbero state prospettate al lametino azioni violente in caso di rifiuto, costringendolo a versare una somma non inferiore a 1.200 euro.