Nuove accuse per il 40enne campano che si sarebbe “piazzato“ nell’appartamento di Lissone di un 35enne con problemi psichici, conosciuto tramite amici comuni che consumavano cocaina, costringendolo poi a fare anche il corriere della droga e della prostituzione.
"Appartengo a un clan mafioso, ti offro la mia protezione contro gli spacciatori che ti vogliono sparare", avrebbe detto alla vittima l’imputato che ora, oltre all’accusa di tentata estorsione aggravata e lesioni, dovrà rispondere anche di maltrattamenti e istigazione alla prostituzione nei confronti della donna che viveva con lui nel bilocale lissonese, una escort 30enne che sarebbe stata obbligata a vendersi in appuntamenti sessuali e che è coimputata di tentata estorsione.
Al dibattimento si sono costituiti parti civili la presunta vittima e anche suo fratello maggiore. È stato quest’ultimo a capire cosa stesse accadendo in quell’appartamento alla fine del 2021. "Mio fratello non è autonomo nella gestione del denaro ma aveva prelevato 150 euro dal conto corrente. Sono andato a casa sua ed è sbucato dalla camera un uomo che, in tono minaccioso, mi ha detto che stava proteggendo mio fratello che si era messo nei guai e che gli dovevo dare 15mila euro per le spese che aveva dovuto sostenere. Al mio rifiuto mi ha preso per il collo e mi ha dato un pugno in faccia. Io e mio fratello siamo scappati".












