Gli ammassi globulari sono sistemi densi e molto antichi che quasi sempre ospitano popolazioni stellari multiple. Alcune delle loro stelle mostrano una caratteristica impronta chimica: sono arricchite di azoto, sodio e alluminio e impoverite di carbonio, ossigeno e magnesio. La stessa impronta è stata osservata in alcune stelle isolate nella Via Lattea. L’ipotesi naturale è che provengano da ammassi globulari dissolti. Il nuovo studio mette però alla prova questa interpretazione usando un indicatore indipendente dalla composizione chimica: la massa.
Per misurarla, i ricercatori hanno studiato le oscillazioni naturali delle stelle. Poiché, in una normale evoluzione da stella singola, le stelle nate più massicce evolvono più rapidamente, dalla massa è possibile risalire anche alla loro età.
“La composizione chimica suggeriva un’origine negli ammassi globulari”, spiega Ellen Leitinger, prima autrice dello studio. “La massa, però, indica che per molte di queste stelle la storia è stata più complessa”.
Il team ha combinato tre tipi di osservazioni: le variazioni di luminosità misurate dal satellite Kepler, la composizione chimica ricavata da APOGEE e i movimenti delle stelle osservati da Gaia. Su 133 stelle analizzate, 20 sono risultate ricche di azoto; per 13 è stato possibile stimare con affidabilità la massa e, assumendo una normale evoluzione da stella singola, anche l’età.







