Per quasi sessant’anni, Terzan 5 è stato catalogato come un ammasso globulare: un insieme sferico e molto compatto di stelle nate praticamente tutte insieme in un’unica, breve fiammata iniziale.
Oggi però sappiamo che la sua vera identità è un’altra. A chiarirlo è una nuova analisi guidata da un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Lo studio – pubblicato su Astronomy & Astrophysics – mostra che Terzan 5 è composto da quattro distinte generazioni di stelle nate in epoche lontanissime tra loro: una caratteristica incompatibile con la definizione di ammasso globulare.
"Più epoche di formazione stellare separate da miliardi di anni ci dicono che certamente Terzan 5 non è un ammasso globulare", conferma Francesco R. Ferraro, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell'Università di Bologna (DIFA) e associato INAF, Principal Investigator delle osservazioni con il James Webb Space Telescope. "Le caratteristiche di Terzan 5 suggeriscono invece che possa essere una sorta di reperto archeologico vivente della nascita della nostra galassia".
Terzan 5 si trova nel “bulge galattico”, la regione centrale e più densa della Via Lattea: una posizione - oscurata da una coltre di gas e polveri interstellari - che lo rende straordinariamente difficile da osservare. Per superare questi ostacoli, gli studiosi hanno utilizzato la fotocamera nel vicino infrarosso NIRCam del James Webb Space Telescope e sono così riusciti ad acquisire una serie di immagini estremamente dettagliate.








