Dunque, alla fine di questa infinita e imbarazzante telenovela l’Italia ha il suo nuovo ct: è Roberto Mancini. Nuovo si fa per dire, perché Mancini commissario tecnico lo è già stato: ha vinto un Europeo nel 2021, detiene il primato azzurro di imbattibilità (37 risultati utili consecutivi) e ha firmato la seconda clamorosa mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. La sua ultima partita fu la vittoria per 3 a 2 contro l’Olanda nella finale che valeva il terzo posto in Nations League. Era il 18 giugno 2023: poi, ad agosto, ci fu la rottura con Gravina e la fuga in Arabia Saudita. Ora la storia azzurra di Mancini ricomincia proprio dalla Nations League: il secondo debutto sulla panchina della Nazionale è fissato per venerdì 25 settembre allo stadio Olimpico di Roma contro il Belgio, arrivato fino ai quarti di finale ai recenti Mondiali.
Mancini avrà a disposizione la nuova “maxi sosta” tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre per dare l’avvio al suo secondo ciclo a Coverciano: dovrà preparare quattro sfide consecutive valide tutte appunto per la Nations League. Dopo il Belgio, ci sarà in trasferta la Turchia di Vincenzo Montella, suo ex compagno di gol alla Sampdoria. Poi ecco il primo test da brividi: il 2 ottobre allo Stade de France la sfida ai Blues del neo-ct Zinedine Zidane, accolto in patria con molto più entusiasmo rispetto a Mancini e pronto a prendersi la sua prima rivincita sull’Italia: “Particolare la partita con l’Italia, sì, perché ho giocato lì, conosco tante persone, perché parlo italiano…”, ha detto Zidane presentandosi ai francesi. Il ricordo della finale del 2006 è ancora vivo: “È da un po’ di tempo che preparo i primi quattro match, compreso quello contro l’Italia“.













